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Bruno Munari Raccontato dai colori della luce

bruno munari raccontato dai colori della luce

Si chiama Bruno Munari. I colori della luce la mostra in scena al Museo Plart di Napoli realizzata dalla fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Curata da Miroslava Hajek e Marcello Francolini, l’esposizione ci rivela un lato inedito del lavoro di Bruno Munari, artista, designer e scrittore tra i massimi esponenti del XX secolo. Protagoniste di questo vernissage, infatti, sono le Proiezioni a luce fissa e le Proiezioni a luce polarizzata, un corpo di opere realizzate negli anni Cinquanta del secolo scorso e presentato per la prima volta nel 1953 a Milano e successivamente (nel 1955) al MoMa di New York, prima di fare il giro del mondo.

Obiettivo di queste opere era esplorare una nuova spazialità che andasse oltre la realtà bidimensionale. Bruno Munari lavorava sul processo di smaterializzazione dell’arte usando diapositive intitolate Proiezioni Dirette: materiali organici, pellicole trasparenti e colorate in plastica, pittura, retini, fili di cotone fermati tra due vetrini, tutto concorreva a conquistare questa nuova spazialità.

Una ricerca che ci parla di un Munari diverso, a cui forse siamo meno abituati: ecco perché vale la pena di visitare questa mostra, in cui si trovano esposte anche altre opere importanti dell’artista come Macchina Inutile del 1934, Tavola Tattile del 1938, Macchina Aritmetica (1947) e Concavo-Convesso (1947).

Per approfondire il pensiero di Munari e aprirci senza riserve, come lui ci ha sempre insegnato, a nuove prospettive.

 

Dove: Museo Plart, via Giuseppe Martucci, Napoli

Quando: fino al 20 marzo 2019